Il Delta del Nilo

Anche se le informazioni sul ruolo economico svolto dalle città e dai villaggi in epoca greco-romana sono lacunose a causa del mancato ritrovamento di papiri, il Delta egiziano rimane sempre un interessante terreno archeologico da indagare.

Analizzando la storia della ricerca archeologica in Egitto, si può concludere che l'attenzione degli studiosi è sempre stata concentrata sulle evidenze di epoca faraonica, e non al Delta in generale ed al Delta occidentale in particolar. Le pubblicazioni dell’ASAE (Annales du Service des antiquités de l'Égypte) dal 1900 al 2000 confermano questo fatto: di 1960 report e articoli di scavi in Egitto - raccolti in 75 volumi - solamente 107 riguardano il Delta, e addirittura 23 il Delta occidentale.

Le missioni archeologiche che hanno lavorato nel Delta Occidentale (Beheira) sono molto limitate. L’Egypt Exploration Fund (EES) ha scavato a fine Ottocento a Naukratis, un sito che è diventato molto famoso sia dal punto di vista storico sia da quello artistico, ma che dal punto di vista archeologico è stato totalmente distrutto e non esistono piante o pubblicazioni sistematiche.

Nel 1944-1947 un scavo limitato ad El-Khashab ha condotto a Kom al-Ahmer, in cui sono state trovate le seconde terme romane più grandi in Egitto, dopo quella di Alessandria. Il sito è stato totalmente dimenticato fino al 2012, anno della prima missione archeologica dell’Università degli Studi di Siena. Si ritiene che le indagini possano proseguire per i prossimi sette anni.

Tra il 1966 e il 1976 sono stati condotti scavi di emergenza a Silvagou (BS 34). Il sito ospitava una grande necropoli con varie fasi d’uso che vanno dal Nuovo Regno all’epoca romana. In seguito alla bonifica moderna della terra agricola, ritenuta zona “non archeologica”, il sito è stato praticamente livellato e non esiste un report pubblicato finora di questi lavori.

All’inizio degli anni Cinquanta al-Khashab ha scavato alcune strutture a Kom Truga identificate come terme private.

Nel 1978, a Naukratis, è stato condotto un nuovo lavoro di ricognizione le cui evidenze sono esposte in un volume pubblicato nel 1981da D. E. Coulson e A. Leonard.

Nel 1995, a Kom al-Abqaueen, l’Università di Liverpool ha condotto uno scavo limitato, concentrandosi sulla parte faraonica del sito; la missione ha avuto una durata di solamente due anni.

Dal 2001 al 2007 il British Museum ha condotto varie campagne di scavo a Kom Firin, sempre concentrando lo studio sulla zona faraonica del sito. Con due volumi pubblicati, il lavoro del British Musuem è finora il più recente ed importante nella zona.

http://www.britishmuseum.org/research/projects/kom_firin,_egypt.aspx

Dal 2003 ad oggi lavora una missione tedesca dell’Università di Gottinga a Kom al-Giza e Kom al-Hamam (antica Schedia). www.schedia.de

Nel 2008-2009 una missione ungherese ha lavorato a Kom Truga senza continuare lo studio e finora non ci sono pubblicazioni.

Dal 2000 lavora una missione dell’Università di Roma a Kom al-Ghoraf (6 km a nord di Kom al-Ahmer).

E-mail: info@komahmer.com